CARACAS CHIUDE IL RUBINETTO

Stretto da una crisi economica sempre più grave, il Venezuela ha tagliato il 50 per cento delle forniture di petrolio a Cuba e a tutti gli altri paesi del gruppo PetroCaribe, ai quali vendeva il prodotto a prezzi di favore. Il rifornimento energetico a Cuba avveniva in cambio dei programmi di sostegno sanitario, scolastico e sportivo che da oltre un decennio impegnano decine di migliaia di medici, insegnanti e specialisti di educazione fisica inviati dal governo dell’ Avana nelle diverse provincie del Venezuela. Senza alcun esborso in denaro.

Dei 400mila barili giornalieri del 2012, a partire dal prossimo mese di aprile Cuba, Jamaica e Repubblica Dominicana ne riceveranno 200mila. La differenza necessaria a coprire il loro fabbisogno dovranno pagarla a prezzi di mercato. Barclays, la banca d’ affari di New York che consiglia la compagnia petrolifera nazionale PDVSA, sottolinea che l’ economia venezuelana versa in condizioni assai peggiori di quelle che assiste attraverso le forniture energetiche a prezzi sussidiati.

Con la drastica riduzione delle forniture, il Venezuela riduce da 33mila  a 15mila i milioni di dollari del deficit prodotto dal sostegno energetico ai piccoli paesi dell’ area caraibica. Per questi sarà comunque un terremoto e nel caso di Cuba implicherà probabilmente il rientro in patria di una parte almeno del personale finora impegnato nelle campagne di educazione e salute in Venezuela. Potrebbe inoltre influire sulle trattative in corso tra i governi dell’ Avana e di Washington per il ristabilimento di normali relazioni diplomatiche.

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