DAL VATICANO IL PAPA PARLA CHIARO

Partito dal  sud del Sudamerica, dal fin del mundo geografico –come lui stesso ama dire-, nei due anni fin qui trascorsi dalla sua elezione al papato, Jorge Mario Bergoglio ha mostrato   di essere diretto a quella che per i cristiani è l’ inizio della storia. E nel cammino ha capovolto la propria immagine di uomo della gerarchia per rivelarsi il profeta di un rinnovamento della Chiesa teso a un pieno recupero della fede originaria. Nell’ intricato e oscuro bosco del mondo in cui si è già inoltrato, Francesco I  non sfugge alla metafora che lo invoca ad ammansire i lupi.

Il percorso intrapreso è lungo, impervio e non privo di pericolose incognite; ma già le difficoltà note e comprovate sarebbero state sufficienti a scoraggiare un pellegrino meno convinto e forte di lui. Papa Francesco, invece, sorride. Sul pullman che li  riporta a Roma dagli esercizi spirituali, seduto accanto al cardinal Bertone, con il quale ha una vivace polemica tutt’ altro che conclusa, mostra l’allegria dell’ italiano in gita. E non è una posa per la fotografia di rito. Come uomo di buona volontà, egli crede negli esseri umani e nella loro capacità di cambiare per migliorarsi.

La sua è autentica vocazione pedagogica. Tuttavia non pretende convertire a ogni costo, come pure la chiesa cattolica ha fatto per secoli. Si guarda bene dal cacciare in massa i nemici per sostituirli con amici. Sollecita e affronta il dibattito, non arretra di fronte alla resistenze pregiudiziali, senza però annientarle con la forza del potere monarchico di cui dispone in quanto pontefice massimo. Un modo di procedere -commentano gli amici-, di cui non ignora certo i rischi politici. Ma che non sorprende in una persona tanto perseverante nello sforzo di persuasione quanto intimamente coerente e risoluta.

Nell’ ottobre scorso, il Sinodo della Famiglia ha dato spazio a divergenze che hanno portato alcuni prelati a rammaricarsi di aver confidato in Bergoglio nel Conclave. Gli avevano riconosciuto allora i caratteri del mediatore duttile ma accorto e rispettoso delle tradizioni di potere che assistono da secoli al soglio di Pietro. Anche nella CEI, l’ assemblea dei vescovi italiani, il presidente Angelo Bagnasco e il segretario Nunzio Galantino, esprimono i due poli che dialetticamente rappresentano gli opposti punti di vista sulla necessaria e urgente ricostruzione della Chiesa di Roma.

Nella Curia orfana di un potere travolto dagli scandali degli ultimi papati, non estranei alle dimissioni di Benedetto XVI, permane nondimeno una sindrome da perseguitati. Rimpiangono i tempi delle spie e dei corvi. Quelli di una banca centrale, il cosidetto Istituto per le Opere Religiose, lo IOR, generosa e aperta al mondo fino al punto di trovarsi sull’ orlo della bancarotta e a riciclare capitali di origine a dir poco dubbia. Sono gli stessi che guardano a Francesco come un estraneo, quasi un’ anomalia, un disguido della Provvidenza che prima o poi provvederà a ravvederlo o in qualche modo a perderlo.

"Bergoglio Kirchner 2" di presidencia.gov.ar. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons

“Bergoglio Kirchner 2” di presidencia.gov.ar. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons

L’ attenzione di Francesco ai divorziati, agli omosessuali, agli atei, la sua idea di famiglia come luogo di accoglienza per le angosce dell’ uomo e della chiesa come “ospedale da campo” di un mondo disastrato non viene percepita utilmente da una parte della struttura ecclesiale che a tutt’ oggi non ha davvero accettato e fatto proprio fino in fondo neppure il Concilio Vaticano II. Ed è trascorso oltre mezzo secolo. E non si tratta solo di qualche cardinale alloggiato in super-attici affacciati sulla più confortevole mondanità della città eterna. Lodati dal Pontefice, sobrietà e discernimento non entusiasmano più di tanto nè all’ interno nè fuori delle mura leonine.

“Bergoglio è rimasto quello di sempre, una persona spontanea, incapace di darsi delle arie perchè è diventato Papa: però se qualcuno si è pentito, stia pur certo che non è lui”, dice il suo vecchio e leale amico Gustavo Vera, un argentino onesto, coraggioso e di buon umore che con la sua ONG “La Alameda” da anni combatte senza indietreggiare il narcotraffico, quello delle armi e lo sfruttamento della prostituzion che passano tutti per gli stessi meandri e complicità. A suo parere esiste uno stile Bergoglio, che serve a sopravvivere quando si marcia contro il vento del potere e dei peggiori egoismi organizzati.

“Quando non era ancora cardinale –rivela-, gli ho domandato come avesse fatto con il suo carattere a salire tanto in alto nella gerarchia cattolica. Mi ha raccontato che in gioventù,  non aveva ancora preso i voti sacerdotali, conobbe un vecchio parroco, esperto dei segreti e delle arti di sagrestia. Il quale gli fece una raccomandazione che lui non ha mai dimenticato: se vuoi essere presente e fattivo nella chiesa, devi sforzarti di pensare chiaro e parlare oscuro. . .”  Anche Gustavo Vera è una persona autentica, che non esibisce in alcun modo l’assidua frequentazione che ha con Francesco I. A Buenos Aires, dove è consigliere comunale, la conoscono tutti.

E’ con la tranquillità di chi sa di non violare alcun riserbo che aggiunge:”Non che a Buenos Aires il cardinale Bergoglio dicesse cose diverse da quelle che ora dice a Roma. Tuttavia si poneva dei limiti, ricorreva alla retorica, si esprimeva attraverso metafore.  Credo che quell’ espressione diversa che gli vedo ora sul volto, la trasparenza dello sguardo, i tratti distesi, abbiano qualcosa a che vedere con la condizione che oggi gli permette di pensare chiaro così come di parlare chiaro. Alla fine di un’ udienza importante lui se ne può andare solo, soletto in cucina a mangiare con i cuochi, e raccontare barzellete tipo: sapete come si suicida un argentino? Tirandosi dall’ alto del suo ego. . .”.

 

 

(Image credits: “Canonization 2014- The Canonization of Saint John XXIII and Saint John Paul II (14036966125)” di Jeffrey Bruno from New York City, United States – →Questo file è stato ricavato da un’altra immagine: Canonization 2014- The Canonization of Saint John XXIII and Saint John Paul II (14036966124).jpg.. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons )

Condividi:

Un commento su “DAL VATICANO IL PAPA PARLA CHIARO

  1. Sono pienamente d’ accordo con il ritratto di Francesco I e del contesto tanto ecclesiale come politico fatto dall’ autore. Soltanto una grande personalità, dotata di carisma e forgiata attraverso un lucido convincimento, può dare al Pontefice le energie e la determinazione necessarie per l’ azione di rinnovamento che sta conducendo. Auspichiamo che possa portarla a termine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.