I CENTO VOLTI DI SATANA

Il mondo occidentale, la sua cultura tecnologica e tendenzialmente scientista, celebra quest’ anno il centenario  della teoria della relatività senza tuttavia riuscire a scacciare del tutto l’ idea del diavolo. Non ci sono esorcisti che tengano, per Israele ma anche per i sunniti che sono travolgente maggioranza nel mondo islamico, l’ Iran è un’ irrimediabile entità diabolica. Lo spirito che sotto l’ ingannevole candore delle tuniche muove gli ayatollah è maligno. Il male, inestirpabile polarità della vita sul nostro pianeta, comanda a Teheran e celebra le sue messe nere a Qom e Meshad. Le trattative di europei e americani a Losanna per controllarne le attività atomiche sono dunque al tempo stesso una blasfemia e un tradimento dei principi fondamentali dell’ Occidente.

Gli insorti houthi che stanno insanguinando di nuovo lo Yemen e dopo aver scacciato il presidente Abd Rabbo Mensour Hadi da Saana stanno per conquistare il controllo della navigazione nello stretto di Bab al-Mandab (4milioni di barili di greggio quotidiani, cento miliardi di dollari l’ anno), sono finanziati dall’ Iran. Gli hezbollah libanesi che affiancano il governo di Assad in Siria combattendo i ribelli sunniti, sono finanziati dall’ Iran. Gli attentati antisemiti che vent’anni fa hanno fatto oltre cento morti a Buenos Aires e i cui effetti scuotono adesso lo stesso governo di Cristina Kirchner, vengono attribuiti all’ istigazione iraniana. Ma le guerre e il sadico terrorismo dello Stato Islamico e di al Qaeda finanziato dall’ Arabia Saudita sunnita non appare meno allarmante.

L’ Iran, però, ha acceso alcune centrifughe per arricchire l’ uranio necessario alla costruzione della bomba atomica. Ecco l’ allarme rosso che squilla 24 ore su ventiquattro nelle orecchie dei governanti di tutto il Medio Oriente, oltre che nelle capitali d’ Europa e Stati Uniti. La bomba è da anni in possesso d’Israele e ce l’ ha anche un paese non molto più affidabile dell’ Iran com’è la Repubblica Islamica del Pakistan, che non ha mai sottoscritto il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Certo, il Pakistan ha di fronte India e Cina, due colossi militari entrambi dotati di armi nucleari, e non sta avvitato nel bel mezzo della cerniera più strategica, nevralgica e turbolenta tra Occidente e Oriente.

Iran_mapE’ giusto, e soprattutto è dunque lungimirante muoversi esclusivamente su un concetto di sicurezza affidato interamente alla forza delle armi? E preferibile rafforzare continuamente il ciglio del burrone, piuttosto che costruire una strada sicura che renda agevole evitarlo ? A Losanna, americani, russi e Unione europea hanno raggiunto un accordo sui parametri che il governo di Teheran dovrà rispettare e i controlli internazionali verificare periodicamente, affinchè l’ energia atomica iraniana venga usata esclusivamente e rigorosamente a fini pacifici. Ciò che significa come fonte di energia, che limiti nel presente e protragga nel futuro lo sfruttamento del petrolio di cui l’ Iran è ricco.

Soltanto a giugno i paesi contraenti verificheranno l’ adesione ai parametri convenuti e se tutti saranno concordi passeranno alla firma di un trattato che progressivamente ridurrebbe in cambio, fino ad azzerarle, le sanzioni in atto contro l’ Iran. Gli ayatollah tenteranno di usare l’ eventuale trattato (che allo stato delle cose  –giova ripeterlo- non c’è) per far filtrare quanto loro ancora manca per costruire la bomba? Nessuno può escluderlo, ma neppure affermarlo. Così come in coscienza è impossibile dire se non sia maggiore il pericolo di un Iran reietto del mondo, indotto a vivere nella clandestinità internazionale che neppure è priva di fenditure e interstizi occulti attraverso cui transitano traffici d’ ogni tipo, come testimonia la diffusione della grande criminalità organizzata.

Sebbene soltanto preliminare, l’ intesa raggiunta in Svizzera restaura al meglio il vacillante dialogo tra Washington e Mosca. E’ già un risultato tutt’ altro che marginale nel mondo convulso in cui viviamo, permanentemente in bilico su ancor più oscuri precipizi. L’ essenziale dell’ apparato tecnico nucleare iraniano è stato infatti fornito fino a oggi dall’ industria russa e Lavrov, il ministro degli Esteri di Putin, attivissimo a Losanna, è in concreto il garante dell’ accordo. Dal quale traspare in controluce una sottostante trattativa tra russi, americani ed europei, tacita e nondimeno altrettanto se non più importante, sul ruolo che gli occidentali sono disposti a riconoscere a Putin nella gestione delle attuali crisi internazionali.

(Image credit: Mark Rain @ Flickr)

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2 commento in “I CENTO VOLTI DI SATANA

  1. Condivido le considerazioni di Mauro. Aggiungo -e non mi sembra un dettaglio minore- che dopo quasi 70 anni l’Iran non ha ancora riconosciuto lo stato di Israele. Satana sa essere anche ostinato. Non dimentichiamolo.

  2. Già…è davvero preoccupante che il diavolo si manifesti sempre sotto diverse spoglie. Perché alla fine non si può capire da chi e contro chi ci si deve difendere. Un’alleanza costruita strumentalmente, al fine di arginare una minaccia più o meno contingente può, nel tempo, ritorcersi contro chi l’ha promossa, divenendo magari essa stessa fonte di rischio. E’ successo, nella storia.
    Il proliferare degli armamenti comunque non può essere mai visto come l’obiettivo. Rinforzare l’argine sposta in avanti il rischio di un crollo. Ma sarebbe preferibile piuttosto lavorare per costruire altrove una strada più sicura. Tuttavia la storia ha tempi lunghi e forse, purtroppo, deve esplorare a volte terreni infidi per riuscire trovare alla fine il percorso più sicuro.
    In ogni caso quando c’è dialogo, tra le persone come tra le potenze, secondo me c’è speranza.

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