IL CORAGGIO DEL CILE – PERDERE L’INNOCENZA – Parte 1

PER LA PRIMA VOLTA VERSO UNA COSTITUENTE POPOLARE.                                                               

C’è voluto il vento dell’ ennesimo scandalo perchè il Cile, orgogliosamente convinto della propria probità, mettesse mano al capitolo corruzione. Un problema di notevole complessità, che va ben oltre la questione giudiziaria, ed è all’ ordine del giorno quasi ovunque. Almeno nel mondo occidentale, la cui opinione pubblica ha preso coscienza della sua estrema gravità, del pregiudizio che porta alla qualità della comune vita quotidiana. La presidente Michelle Bachelet, rieletta alla massima magistratura dello stato da una popolarità senza precedenti, l’ ha affrontato a viso aperto  in un lungo intervento televisivo. E dev’ esserle costato, perchè i più recenti accusati in una vicenda di speculazione edilizia sono il figlio e la nuora.

Sebastian Dávalos Bachelet e sua moglie, Natalia Compagnon, possiedono il 50 per cento della società immobiliaria Caval, con cui si dedicano alla compravendita di terreni e partecipano in opere di costruzione edilizia. Un’ attività lucrosa ma tentatrice, tanto più quando si è figli del capo dello Stato e qualcuno disposto a farti un favore s’ incontra più facilmente. E’ apparso sospetto il fatto che sebbene la Caval fosse da tempo alla ricerca di un prestito bancario di 10 milioni di dollari per finanziare l’ acquisto di un terreno, la società l’ ottiene soltanto all’ indomani della trionfale rielezione di Michelle Bachelet, il 16 dicembre 2013.  E’ uno dei grandi tycoon cileni, Andronico Lucksik, vicepresidente del Banco de Chile, a concederlo.

La Caval ritira il credito, acquisisce il terreno, non si sa bene come ne ottiene la variazione d’ uso e lo rivende con un rilevante  guadagno. Con giochetti del genere Marco Licinio Crasso divenne l’ uomo più ricco della Roma antica e Triumviro della Repubblica. Cristo non era ancora nato. Quindi si capisce che Sebastian Dávalos e i suoi innumerevoli predecessori d’ ogni latitudine non hanno inventato niente. Basta avere qualche amico al posto giusto, o comprarselo, ovunque. A Santiago, però, un giudice c’è ancora. E il 6 marzo scorso, il procuratore della Repubblica Luis Toledo, accompagnato dai carabineros, è andato a perquisire l’ abitazione del figlio della Presidente, sequestrando computers e documenti contabili.

640px-Parinacota_volcanoSconforto o soddisfazione accompagnano dettagli e commenti dell’ affaire che vanno e vengono per il paese intero, dal nord desertico ai ghiacci del sud. Viene fuori che la società Caval  ha tratto dalla compravendita un profitto netto di quasi 4 milioni di dollari. Dávalos è costretto a lasciare il suo prestigioso incarico al ministero della Cultura. La madre esita a intervenire pubblicamente e prende a girare la voce che possa seguirlo. La stampa di destra è la più scalmanata, anche perchè il nuovo scandalo viene giusto in tempo per coprire il tanfo di marcio sollevato pochi mesi fa dal caso Penta, la rete di fondi neri che ha finanziato i partiti ereditati dalla dittatura militare, e dalle donazioni false della Soquimich, l’ impresa mineraria dell’ex genero di Pinochet.

Non cambia le cose che dal palazzo de La Moneda, il governo dichiari la propria totale estraneità agli affari di Dávalos e consorte; il momento non è dei migliori per l’ economia: al pari di quanto avviene in tutti gli altri paesi sudamericani, l’ attività rallenta per la frenata dei commerci internazionali; oltre il Bio-Bio i vulcani tornano a ruggire e neppure le tonnellate di cenere che dalla regione dei laghi il Calbuco sparge sulle Ande bastano a smorzare le violente polemiche. Gli studenti, che alle ultime elezioni hanno mandato una pattuglia dei loro in Parlamento,  tornano in strada contro le carenze del sistema scolastico. La credibilità del capo di stato cileno più popolare dell’ ultimo decennio scende da quasi il 70 a poco più del 30 per cento.

Negli ultimi trent’anni, il Cile è uscito dall’estrema periferia australe in cui la geografia lo teneva relegato, realizzando una crescita senza precedenti. La democrazia ha scalzato gran parte delle odiose oppressioni instaurate dalla prolungata dittatura militare. Conserva nondimeno i caratteri di una società rigida, anchilosata, se non chiusa. Le distanze sociali appaiono incolmabili non solo nelle disponibilità materiali concrete e visibili dei diversi ceti, bensì anche nella percezione che i ricchi hanno dei meno abbienti e viceversa. L’ uno per cento della popolazione possiede un terzo della ricchezza nazionale. L’ economia resta soggetta alle esportazioni, il cui valore aggiunto è scarso. In questo quadro, gli scandali riaccendono rapidamente la protesta.

Michelle Bachelet si è convinta infine di dover prendere l’ iniziativa e lo fa consapevole della necessità di affrontare la questione alla radice. Poteva essere anche soltanto un espediente dilatorio, la nomina di una commissione d’ indagine composta di esperti indipendenti, per lo più giuristi di fama. I suoi suggerimenti sono stati invece immediatamente resi pubblici dalla stessa Presidente, che avvierà l’ attuazione dei più urgenti entro 45 giorni. Si tratta complessivamente di una riforma storica, che a uno stesso tempo evidenzia e pone rimedio ai ritardi cileni nell’ ammodernamento del sistema legislativo che regola i rapporti tra pubblico e privato. Conflitto d’ interesse, voto di scambio, finanziamento della politica saranno regolati per legge. E’ la prima volta.

 

(Image credits: “Michelle Bachelet foto campaña” by Comando Michelle Bachelet – Michelle Bachelet. Licensed under CC BY-SA 3.0 cl via Wikimedia Commons )

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.