LA GRECIA SI AFFACCIA SUL DEFAULT – Svolta drammatica nelle conversazioni UE – Grecia.

Grexit

La banca centrale europea nega alla Grecia la possibilità di ulteriore indebitamento. Al governo appena formato dal leader di Syriza, Alexis Tsipras, restano in cassa soltanto gli spiccioli. Salvo improbabili ripensamenti o soluzioni al momento sconosciute, lo stato ellenico si troverà tra poche settimane nell’ impossibilità di far fronte a una serie di pagament improrogabili: pensioni, salari e servizi essenziali. Cedono l’ Euro e le borse.

Non sono noti i contenuti delle conversazioni del governatore Mario Draghi con il ministro dell’ Economia di Atene, Yanis Varoufakis, avvenute proprio nelle ultime ore di mercoledi.  Ancor meno le origini dell’ a dir poco sorprendente ottimismo che improvvisamente aveva accompagnato nella giornata di ieri tanto gli incontri di Varoufakis quanto quelli del premier Tsipras nelle maggiori capitali europee.

Sta di fatto che nella tarda serata il Consiglio dei governatori ha comunicato la revoca della deroga concessa finora affinchè la Grecia potesse approvvigionarsi della liquidità necessaria alla spesa corrente, per mezzo della vendita di titoli pubblici. Non è più possibile alcun ulteriore indebitamento, avrebbe spiegato Draghi, perchè i bonus greci hanno ormai corso esclusivamente sul mercato speculativo.

La  Grecia ottiene cioè nuovi crediti solo a tassi d’ interesse molto superiori a quelli di mercato. Per un singolo privato parleremmo forse di usura. La situazione precipita dunque con una imprevista rapidità. E altrettanto velocemente potrebbe apparire il fantasma del default.  Alcune agenzie di rating scrivono che una verifica al calendario dei pagamenti previsti per la Grecia, indicano al 25 prossimo marzo la fatale dead-line.

 

 

(Image credits: CC0 Public Domain  Libera per usi commerciali / Attribuzione non richiesta)

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Un commento su “LA GRECIA SI AFFACCIA SUL DEFAULT – Svolta drammatica nelle conversazioni UE – Grecia.

  1. E’ proprio vero: il Diavolo non muore mai. Sembra che ogni tanto senta il bisogno di riaffacciarsi nella storia.Un bisogno irresistibile. A pensarci bene, però, il Diavolo siamo noi. Noi uomini e donne, intendo.
    Il fatto è che forse è un’illusione pensare che l’Europa unita sia nata dalle ceneri delle guerre che hanno devastato il continente nel secolo scorso, per garantire pace e prosperità alle sue genti. Purtroppo, osservando gli atteggiamenti di chiusura da parte di alcuni Paesi e il conformismo di altri, verrebbe piuttosto da pensare che, alla fine, sia stata anch’essa creata per meri interessi di ristretti gruppi di potere ed economici. Certo, i vantaggi che l’Unione ha portato anche alle masse sono innegabili. Ma hanno potuto esistere e resistere solo nella misura in cui e fino a quando non sono andati a collidere con gli interessi di “chi conta davvero”. Avremo mai una vera Unione europea, un’unione politica e non solo monetaria? Di questo grandioso progetto non resterà solo un ulteriore livello di burocrazia? Se il processo si compisse, forse la Germania e gli altri Paesi forti non potrebbero non accorgersi che aiutare i paesi deboli è interesse non soltanto di questi ultimi, ma prima di tutto dei Paesi forti stessi. Certo, alcuni Paesi (compreso il nostro, secondo me) faticano a fare quel salto culturale che li faccia passare dalla gestione “mafiosa” del potere e degli interessi economici ad una gestione più trasparente, equa e sostenibile. E nessun padre vorrebbe prendersi la responsabilità di un bambino così irrispettoso delle regole. Ma non credo che sia con le politiche dell’Austerity, ossia affamando i più, che si possa far invertire la rotta a questi Paesi. Si dice che il pesce puzza dalla testa: è dalla testa, dalle élites dirigenti che deve partire la dimostrazione di voler cambiare. Anche il contenimento e la razionalizzazione delle spesedeve iniziare da lì. Con il “buon esempio”, le masse seguiranno.
    In definitiva, comunque, non riesco proprio a non essere ottimista: speriamo che, sotto i colpi dell’egoismo nazionalistico (e lobbistico, a livello transnazionale) non muoia un progetto eccezionale come quello degli Stati Uniti d’Europa, cui voglio pensare che se non altro alcune delle menti illuminate che lo hanno concepito abbiano a suo tempo creduto davvero.
    Complimenti per il blog, davvero molto, molto interessante! Tienici informati!

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