MESSICO: orrore e grandi profitti – Parte 2

LA DEMOCRAZIA MARCISCE, AVVELENATA DALLA CRIMINALITÀ MILITARIZZATA CHE CONTROLLA TERRITORI E MILIARDI DI U$D

 

Negli ultimi vent’ anni il narcotraffico ha stravolto il Messico. Più delle rivoluzioni di

"Emiliano Zapata, 1914" by Unknown photographer - Blurpeacehttp://www.barriozona.com/emiliano_zapata_in_the_name_of_the_land.html. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons -

“Emiliano Zapata, 1914” by Unknown photographer – Blur peace. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons –

Emiliano Zapata e Pancho Villa cent’anni fa, che pure battagliarono in lungo e in largo nel paese alla conquista di una riforma agraria infine tradita da Madero. La pur imponente crescita industriale, ancora concentrata nel triangolo centro-occidentale Monterrey-Guadalajara-Città del Messico, e gli impianti di assemblaggio dipendenti dagli Stati Uniti lungo i 3mila km di frontiera, hanno certo sospinto il paese nel club delle grandi potenze industriali. Non hanno prodotto però un impatto altrettanto forte sull’ esistenza e sulla coscienza di cittadini e istituzioni.

Elena Poniatowska annuisce, dopo un primo sguardo indagatore che accompagna una riflessione non espressa ma evidente sul bel volto. La sua è ormai una delle più autorevoli memorie storiche del paese. E una voce capace di andare incontro a paure e angosce che uniscono ormai la classe media dei centri urbani alle masse delle sterminate periferie e di cui si fanno eco quotidiano radio e giornali. Octavio Paz, il poeta Premio Nobel, e Carlos Fuentes, il grande narratore del Messico moderno, cosmopolita e politicamente impegnato, ben presenti nel Pantheon dei padri nobili della Patria acculturata, non suscitano richiami altrettanto sentiti e frequenti.

Elena Poniatowska (ffoto da starmedia.com)

Elena Poniatowska (ffoto da starmedia.com)

L’ elegante signora polacca, nata a Parigi, vive in Messico fin da bambina. Qui è diventata scrittrice e ha portato un esprit de citoyenne, di difesa dei diritti civili, che traspare da ogni sua iniziativa, letteraria e di pubblico intervento. E’ una donna di figura delicata, armoniosa, lineamenti fini e carattere indomito. Con l’ amico Monsivais, scomparso ormai da qualche tempo, è stata tra i primi ad affrontare governo e militari responsabili della matanza di studenti nel mezzo dei Giochi Olimpici  del 1968. Non avrebbe creduto di dover riprendere la battaglia per denunciare mezzo secolo dopo la devastazione di vite e sentimenti diventati ostaggio dei cartelli della droga.

La lotta al narcotraffico è pietosamente fallita, in mezzo paese e forse in mezzo continente il narcotraffico è riuscito ha infiltrarsi tra i bisogni delle persone, dalle più umili necessitate di tutto a quelle potenti e tuttavia non insensibili alle lusinghe della ricchezza facile, ripete una volta ancora Poniatowska. Ricorda che ormai lo dice anche la Commissione Speciale LatinoAmericana su Droga e Democrazia, presieduta dall’ ex presidente del Brasile, il noto sociologo Fernando Henrique Cardoso, assistito dagli ex capi di stato di Colombia, Cesar Gaviria, e del Messico, Ernesto Zedillo. Le strategie di contrasto devono essere politiche e sociali; non solo, nè principalmente militari.

Pancho Villa (al centro) ed i "companeros" - "Villa toma" by User:Tatehuari el 30 de Mayo de 2007 - Archivo General de la Nación. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons -

Pancho Villa (al centro) ed i “companeros” – “Villa toma” by User:Tatehuari el 30 de Mayo de 2007 – Archivo General de la Nación. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons –

Il Nord prima e adesso anche il centro del paese sono infestati dalle bande dei narcos. Ce ne sono almeno una dozzina. Le più potenti e sanguinarie, il cartello del Golfo, gli Zetas, la Familia, i cartelli di Sinaloa, Juarez e Tijuana, scorazzano a piacimento sui territori che furono le basi sociali di Pancho Villa e le roccaforti delle insurrezioni zapatiste, la culla degli autori del Plan de Ayala per lo sviluppo delle campagne. Secondo stime attendibili sommano a due-tremila i delinquenti esperti e decisi, molti dei capi provenienti dall’ ufficialato di polizia ed esercito, inquadrati nelle formazioni paramilitari. Dispongono di armi ultimo modello, esplosivi, elicotteri, lanciarazzi.

Non potrebbero tuttavia agire con l’ impunità di cui godono, senza le connivenze politiche estorte o comprate a tutti i livelli delle istituzioni. Profitti per cinquanta miliardi di dollari l’ anno gli permettono di avere complicità insospettabili. Nei centri minori terrorizzano intere popolazioni, eleggono i loro sindaci. Si permettono di bandire concorsi per personale militare, in cui offrono stipendi tre volte maggiori di quelli pagati dallo  stato. E’ con metodi simili che hanno conquistato basi strategiche in Africa occidentale, in cui stoccare la cocaina da smerciare poi in Europa. Vivere in residenze principesche, esibirsi coperti come e più delle loro donne con oro, platino e pietre preziose lo fanno con gli spiccioli.

I mali del Messico sono antichi. La metà del territorio sottratto con le buone e soprattutto con le cattive dagli Stati Uniti nel giro d’un paio di generazioni. Il ritardo e poi lo svuotamento della riforma agraria che ha impedito l’ ammodernamento dell’ agricoltura e la sua maturità commerciale. Un industria fortemente dipendente dal mercato nordamericano. L’ economia dalle materie prime, che storicamente hanno prodotto royalties miliardarie. Ma periodicamente e di nuovo adesso con il precipitare dei prezzi petroliferi, riducono del 30 per cento le entrate dello stato, costringendolo a rifare tutti i conti e tagliare la spesa.

Il rallentamento delle economie asiatiche, la stasi complessiva di quelle europee,

"Mirador Obispado". Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons -

“Mirador Obispado”. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons –

l’aumento previsto  dei tassi d’ interesse negli Stati Uniti, non migliorano le prospettive. Il presidente Enrique Peña Nieto scivola forte nei sondaggi. Sua moglie appare compromessa nello scandalo per la costruzione di una superstrada, per la quale è stato inevitabile revocare l’ appalto. Il prossimo giugno avranno luogo importanti elezioni locali. Il veterano partito del presidente, il centrista PRI, un crocevia permanentemente intasato da scandali e accuse d’ogni specie, potrebbe pesantemente risentirne.

Nonostante tante inquietanti turbolenze, il peso messicano tiene bene i mercati di cambio: il banco centrale ha in cassa 192 mila milioni di dollari e può disporre di una linea di credito del Fondo Monetario Internazionale di altri 70mila. Per l’ anno in corso, i pronostici attribuiscono all’ economia aumenti tra il 3,2 e i 4,2 per cento, un incremento imponente, se realmente ci sarà. Ma sulla sorte della qualità democratica della seconda potenza industriale dell’ America Latina nessuno esprime ottimismo. Tutti questi suoi ragazzi atrocemente assassinati sono altrettanti lutti che la colpiscono al cuore.

 

(Image Credtis immagine principale: By Name of coin designer or engraver not known [Public domain], via Wikimedia Commons)

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